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giuliana

 

 Giuliana Celestini

 con l’attore Davide Silvestri:

 prima di Kranjska Flop60

 aveva vinto il Super Sunday:

 qui racconta come

 

 

 

Domenica torna il Super Sunday nuova versione, con struttura ulteriormente calibrata per chi adotta uno stile “Pro”. In coerenza con questo pensiero, già da domenica scorsa abbiamo raddoppiato la stack iniziale, da 5.000 a 10.000 chips. Inalterato il montepremi minimo garantito, 100mila euro. Il Super Sunday è fuor di dubbio il nostro torneo on-line più eccitante, per le sensazioni impagabili che si ricavano dal solo fatto di giocarlo, e ancora più di… vincerlo. Come sa bene chi ha provato l’emozione di salire sul gradino più alto. Lo sa bene la nostra Pro, Giuliana Flop60 Celestini, che ha vinto il Super Sunday giusto la domenica prima di partire per Kranjsca Gora, e che racconta l’avventura, con la consueta eleganza, nell’articolo che pubblichiamo di seguito.

 

 

La mano sicura e distesa impugna saldamente il mouse. Questa volta le dita non tamburellano nervosamente. Sintomo che la serata sta andando bene! Carte giuste al momento giusto ben combinate dalla buona stella… e ancora qui, nel torneo più prestigioso, il Super Sunday.

Ormai la bolla si avvicina: 108 premi per 120 giocatori rimasti ancora in gioco. Non si può uscire dal torneo proprio adesso… no, non si può!

Inesorabilmente lenta la barra gialla si consuma su ogni posto, quasi fosse la corona del giocatore da spodestare e  cresce spietatamente la speranza di espropriarlo delle sue ricchezze. O almeno che lo faccia qualcun altro, per poter contare un altro player-out e accorciare la “lista d’attesa”.

Inesorabilmente lento trascorre il tempo dei folds. Si pone ora la massima attenzione perché bisogna andare alla caccia del momento più adeguato per entrare con forza e cogliere alla sprovvista chi non vuole rischiare, incrementare così il proprio stack ed essere sicuri. Ecco una mano che può essere buona, almeno per rubare ante e bui che, ormai, sono di una certa consistenza: A 10. Speriamo bene! “L’attimo fuggente da cogliere al volo è il battito vitale del Texas Hold’em”. Ricordate? E allora: ALL IN! Nessun call, e operazione riuscita! Si dovrebbe essere ormai al sicuro.

 

Inesorabilmente lento, ma è arrivato, finalmente, il momento: la bolla è scoppiata.

 

Sarà perché mancava da un po’, sarà perché lo stress iniziava a farsi sentire, o solo perché altrimenti non ci si può compiacere, che si insinua quel contenuto senso di appagamento per essere finalmente a premio. Già, ma adesso cambia tutto. La sfida diventa inclemente e la tensione torna ad essere prepotentemente sovrana. Si ha bisogno di vagheggiare con grinta e pazienza il final table.  Ci siamo! All-in: è un double-up. E poi, ancora all-in: questa volta è un triple-up! Ecco come una chimera inizia a prendere una forma plausibile, come nasce il presagio di aver finalmente trovato la serata giusta, come si identifica che il torneo più importante è alla propria portata.

Mentre si ripensa alle delusioni avute nel tanto tempo passato a giocare senza vincere, ci si accorge che il ricordo è evanescente, forse addirittura cancellato. Prende spazio sempre più la voglia di assoluto successo perché, in una serie d’istanti che sembrano eterni, ci si trova all’8° posto su 20 giocatori rimasti.  Nonostante il premio già sia gradito, si sente il battito del cuore  accelerato rimbombare: è il chiaro indizio di essere proprio sulla linea di confine tra sogno e realtà, ma si deve ancora trovare la giusta forza per poterla valicare. Quindi si rischia ancora: all-in… call! Lo sguardo inchiodato sul monitor del P.C: lo ami.. lo odi nel vedere che i tuoi  A 8 vanno in bocca a KK.  Nel lampo pre-flop quasi ti paralizzi, t’illudi di poter magicamente “chiamare” la carta per te, poi il flop, amico fraterno… direi… c’è l’Asso! Trattieni il respiro, ti alzi, ti risiedi…. turn… river… è fatta! Ora ci cullerà il tavolo finale! E quando ci si accorge di avere le spalle accartocciate, i muscoli di marmo, e la gola  prosciugata, si sprofonda in quella sedia fresca e soave come la brezza del mattino di primavera. Lentamente ci si gusta con soddisfazione, i lenti respiri che devono riportare la calma e la concentrazione. Ad ogni giro di carte piace assaporare la sorte delle mani opportunamente ingiocabili, easy-folds che ridanno equilibrio. Si sale senza alcuna fatica un gradino per ogni eliminazione di un altro giocatore, come un trionfo dell’armonia interiore. Ci si rende conto con assoluta certezza di aver giocato una o due mani, ora cadute nell’oblio, perché ci si ritrova cheap leader su quattro giocatori rimasti! Per strutturare definitivamente il disegno del destino si deve contribuire con attacchi ai due più deboli e una giusta prudenza per evitare le imboscate del quarto giocatore che è sicuramente l’altro pretendente al titolo; si foldano ottime carte come K 10 dopo un suo mini-raise: giusta giocata! Un altro eliminato, e siamo in tre! Ci “mangiamo” l’altra debole pedina senza riuscire a riconoscere la sensazione che ci pervade, perché assolutamente nuova e a dir poco sorprendente, nonostante una sorta di consapevolezza ci avesse avvisato che “qualcosa di forte” ci avrebbe travolto! E con questo imponderabile stato d’animo misto di turbamento e meraviglia, dopo 7 ore di gioco, affrontiamo l’heads-up!

 

Non c’è nulla da fare, ci si prova in tutti i modi, ma proprio non torna alla memoria la mano finale… quella che, in quel momento, ci ha portato sulla vetta del mondo, quella che ha sovvertito l’ordine dell’autocontrollo. Avvincente amnesia regalata insieme al primo premio, che colora persino il lungo periodo nero. Tutto rimosso!

 

La vittoria del celebre Super Sunday sfama tutte le forze di contrapposizione allo stress, fomenta la passione e ricrea l’impeto costruttivo, quello che domani ci farà tornare a vedere con intelligente ragionevolezza la vera essenza di questo sport, con i suoi veri valori, quelli che, di vittoria o di sconfitta si tratti, non dovrebbero cambiare mai. Ok, però…. domani!

 

 

Dedico questa vittoria a tutti quelli che hanno continuato a credere in me, che mi hanno sostenuto e che hanno avuto sempre una parola di conforto durante l’ultimo periodo buio. Grazie ragazzi!

 

                                                                              Giuliana “Flop60” Celestini