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Tristan Wade, vincitore del No Limit Shoot Out da 3000 euro

Il canto del gallo ci sveglia che fuori è ancora buio. Un verso metallico, innaturale, per nulla piacevole ma efficace. È la sveglia di Fabio, il mio compagno di questa avventura francese. Mi rigiro nel letto, sognando di strangolare quella parodia di pennuto con le sue corde vocali contraffatte, o per lo meno di poter scaraventare il cellulare contro la parete e tornare a dormire. Pochi minuti e una dolce melodia pentatonica che riproduce una rilassante atmosfera orientale si leva dal comodino alla mia destra. È la mia suoneria…

Scosto le tende del balcone senza alzarmi e fuori è buio. Il sole sorgerà di lì a non meno di cinquanta minuti e io mi chiedo cosa ci faccia già sveglio. Sul piazzale antistante l’hotel, lungo il canale che delimita il parcheggio, i primi pescatori fanno la loro comparsa. Il loro abbigliamento non lascia presagire nulla di buono: giacche a vento, cappucci alzati, cappelli calzati fino agli occhi e spalle curve per difendersi dall’assalto dei primi freddi della stagione.

Doccia, colazione e il taxi che ci attende all’ingresso, il suo profilo bianco che spicca nell’oscurità. Ci accoglie una ragazza sulla trentina, minuta, sorridente. Si chiama Giovanna e ci racconta che ha cominciato il turno tre ore fa, alle quattro del mattino e tirerà avanti almeno fino all’una. Fabio e io ci guardiamo e tutt’ad un tratto abbiamo l’impressione che, dopo tutto, non ci siamo svegliati poi tanto presto.

Arriviamo a Nizza alle 10:30. L’aereo sembra atterrare in mezzo al mare, con la pista che si stende come una lingua di asfalto in mezzo al golfo. In lontananza scorgiamo l’inconfondibile sagoma dello yacht di Briatore, ormeggiato a largo del porto turistico, la chiglia nera che guarda verso la costa. Poco più di mezz’ora e con la navetta raggiungiamo Cannes. Ad accoglierci troviamo Damiano Carbone che, dopo aver perso l’aereo, è arrivato in auto con la moglie Monya Camposeo ed è qui già da un bel po’. Mentre ultimiamo le pratiche per registrarlo al Day 1B ci raggiungono al Barrier anche Vito Labarile, Paolo Lobefaro e Francesco Iannì. Sono già in “tenuta da lavoro”, pronti a giocare di lì a pochi minuti. Mancano poco alle dodici e il Main Event sta per essere inaugurato al Casinò Majestic poco distante. Arriva anche Rino Sallustro, vincitore dell’ultima tappa del PPT, e la squadra People’s del Day 1A è completa. Fabio ed io abbiamo solo il tempo di lasciare i bagagli in hotel e ci precipitiamo alla poker room, dove i nostri stanno già giocando. Nella sala principale ci sono Paolo e Rino, in quella più piccola Vito e Francesco, quest’ultimo seduto al tavolo con Jennifer Harman e la bellissima Liv Boeree. Al tavolo accanto a Vito, un amico della nostra avventura vegasiana: Marco Traniello (marito delle Harman) che ci saluta con affetto e ci chiede della tappa del PPTour a Las Vegas. Il dato degli iscritti è sorprendente: nel solo Day 1A si è quasi eguagliato quello complessivo della scorsa edizione: 312 giocatori, contro i 346 totali di Londra 2010! Non è ancora record, ma ci sono pochi dubbi sul fatto che lo sarà.

Lasciamo che i nostri si concentrino e abbandoniamo la stanza. Abbiamo un problema da risolvere: Fabio non ha ancora avuto l’accreditamento stampa e non può riprendere l’evento. Mentre discutiamo con l’organizzazione, Rino Raise Sallustro viene eliminato: il classico cooler! Dopo essersi accorciato a causa di una brutta “sculacchiata” subita nel primo livello

livello (con un giocatore che in bianco totale lo insegue per trovare una scala al river) con KK trova AA e il suo Main Event finisce prematuramente. Ci rimane male, ci teneva a far bella figura alla prima uscita dopo il successo al PPT, ma uscire così non è certo un disonore.

Nel frattempo assistiamo alla prima cerimonia del braccialetto: Trista Wade, giovane talento Americano, già due volte finalista in un evento WSOP a Las Vegas, vince il N.L.H. Shoot Out da 3mila euro e viene premiato con una targa che riporta l’immagine della mano vincente, di fronte ad un commosso Ty Stewart.

Nella pausa delle 17 i giocatori si accalcano nel piazzale antistante il casinò e incontriamo Cheong, terzo al WSOP Main Event 2010 e protagonista dell’epico scontro con il nostro Filippo Candio! Si concede ai nostri microfoni e ci racconta di come il gioco europeo sial loose rispetto a quello decisamente tight d’oltreoceano e questo lo fa ben sperare… si riprende il toreno, noi continuiamo a tifare People’s… e Fabio è ancora senza Pass!

Ore 18:00

Ad un livello e un’ora e mezza dalla pausa cena soffre Ciccio Iannì, con 19mila chips, contro le 30mila di partenza, mentre Vito, dopo essere sceso di parecchio, si è riportato a 42mila. Picchia duro Paolino, con uno stack di 50K e tanta disinvoltura al tavolo. Scorgiamo ai tavoli anche uno sfuggente e glaciale Tom Durrrr Dwan e Jason Marcier, chiacchierone e socievole al tavolo, mentre Elky Gorpellier si è solo affacciato al Majestic, in attesa del Day 1B. Celina Lin, invece, mostra i muscoli, sfidando gli avversari con sguardi duri e taglienti.