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33 tavoli RfId e un Side di Omaha sono i pezzi forti di Campione

 

Siamo pronti a partire per quella che sarà l’ultima tappa del People’s Poker Tour 2011. Ancora una volta ci aspettano nuovi primati, dai 33 tavoli RfId ad un Side Event di Omaha Pot-Limit, giusto per preannunciare quelli già noti. C’è tanta curiosità intorno a questo Evento: i 33 tavoli sono “solo” l’evoluzione di quei 20 che a Budva, nel settembre scorso, avevano già cambiato la storia del Poker mondiale, consentendoci di gestire l’intero Evento ed aggiornare i players su classifica e chip count dopo ogni mano. Chi non era presente in quell’occasione oggi vuole esserci per toccare con mano questa tecnologia, vuole collegarsi con il proprio smartphone e leggere il suo nome, magari in alto nella classifica, vuole poter pensare alla sua strategia nel torneo senza dover fare calcoli a mente. Ancora una volta i nostri PRO Giuliana, Vito, Ciccio, Gianluca e Paolo, insieme a tutti i nostri iscritti, potranno mostrare il loro valore sul campo. Sarà anche l’occasione per trovarsi (o ritrovarsi) ai tavoli contro tanti campioni di caratura internazionale, che ci hanno già confermato la loro presenza. Sarà la prima volta per il campione del mondo Max Pescatori, mentre tornerà a trovarci per la seconda volta Alessio Isaia; non mancheranno neppure habitué come Salvatore Bonavena e Andrea Benelli. Sicuramente troveremo questi campioni anche ai tavoli dell’Omaha, che è una novità assoluta per noi, il nostro primo passo verso questa variante ancor più affascinante del Texas Hold’em, che presto arriverà anche nella poker room on-line. Un primo passo importante, considerato che il buy in sarà di 500+50 euro con un cap di 80 giocatori, per un montepremi che potrebbe arrivare a 40mila euro. Queste le principali caratteristiche di questa specialità: se il giro delle puntate è del tutto simile (con pre e post flop, turn e river), le differenze sostanziali riguardano la possibilità di combinare le carte (che approfondiremo meglio successivamente) e dagli importi delle puntate che, come anticipato dal nome di questa specialità, sono limitate all’importo del piatto. Il meccanismo delle puntate è questo: partiti da un importo minimo, è possibile rilanciare solo per multipli di quella puntata, ma il limite massimo è imposto dal valore del piatto, cui va sommata la propria puntata minima. Provo a fare un esempio che possa essere d’aiuto ai meno esperti di questa disciplina: se un giocatore punta 20 su un piatto da 100 e viene chiamato da un altro, il terzo giocatore potrà rilanciare da un minimo di 40 fino ad un massimo di 160, dato dal piatto (100+20+20) più la propria puntata minima e così via per tutti i giocatori al tavolo. Riprendendo il discorso delle carte distribuite e dei punti possibili, invece, la principale differenza tra Omaha e Hold’em sta nel numero di carte coperte (hole cards o pocket cards) distribuite ad ogni giocatore: 4 anziché 2. Chi proviene dal Texas Hold’em e non conosce le regole dell’Omaha potrebbe pensare di avere molte più possibilità di chiudere buoni punti in questa specialità: questa è una giusta conclusione, però bisogna tener conto del fatto che si devono necessariamente utilizzare 2 delle proprie hole cards e 3 carte sul board. Proviamo a fare un esempio: il dealer ha distribuito le carte e voi avete in mano 3 Assi e un 5. Il board, al river, sarà questo: K-Q-J-Q-9. Che punto pensate di avere? Un bel full d’Assi “nuts” con Donne?? Sbagliato! il vostro punto migliore è una doppia coppia di Assi e Q, con kicker K. Al vostro avversario basterà avere una Donna tra le sue carte per superarvi o, addirittura, un 10 e un 8, per una bella Scala.
Tutto è pronto, insomma, per cominciare ad avvicinarci a questa disciplina ancor più impegnativa, in attesa che arrivi anche sulla nostra poker room online. Vi diamo appuntamento a Campione con una piccola raccomandazione: provate a giocare l’Omaha, ma se nelle quattro carte avete un tris…foldatelo!

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