Notizie dal mondo del poker: al WSOP Circuit continua il sogno americano!

Notizie dal mondo del poker:  al WSOP Circuit continua il sogno americano!
Abraham Araya, vincitore del main event di Choctaw

L’universo del poker è costellato di storie straordinarie. Personaggi le cui gesta fluttuano a metà tra realtà e leggenda, contribuendo a rendere questo mondo ancor più meraviglioso e affascinante. Ieri vi abbiamo raccontato del braccialetto di Peter Eastgate, venduto all’asta e il cui ricavato è stato devoluto in beneficenza. Un avvenimento che tocca il cuore, ma non certo isolato, in un ambiente sempre più attento e generoso nei confronti di chi è meno fortunato. Quella di oggi rassomiglia più ad una favola: la favola di un uomo che, dopo aver rischiato di perdere tutto, decide di combattere contro la cattiva sorte inseguendo un sogno. Una storia tipicamente americana, che rispecchia in pieno l’ideale del “self made man” ed incarna tutti quei valori transgenerazionali che il Nuovo Continente incarna nell’immaginario collettivo. Quei valori insiti nel mito americano, la terra dove tutto è possibile, dove un attore di origini irlandesi può diventare Presidente e un ex studente creare un impero riciclando vecchi computer nel garage di casa. Ma se da sempre gli Stati uniti sono la terra delle opportunità e del riscatto sociale, non poteva essere da meno il poker, disciplina che per molti versi ne rispecchia lo spirito pionieristico.

Ventun anni fa Abraham Araya, poco più che ventenne, lasciava la sua terra d’origine, la Somalia, per sfuggire alla guerra civile e approdava in Texas, dove vive tuttora con la moglie e i tre figli. Diventa un meccanico aeronautico, trova un lavoro con una buona paga che lo porta in giro per il Paese, la Compagnia per cui lavora offre un servizio di trasporto privato per ben dodici squadre dell’NBA e, a buon ragione, si ritiene un uomo fortunato. Ma la crisi economica e i conseguenti tagli alle spese investono anche un settore privilegiato come quello dei grandi team della Lega Nazionale di Basket e la sua azienda è costretta a chiudere. Abraham perde il lavoro, ma non si arrende. Ha tanto tempo libero e in questo, da buon americano, vede un’opportunità: dedicarsi alla sua passione, il poker! Con due ITM (di cui uno alle WSOP) e due vittorie nel circuito di T.J. Cloutier al Choctaw Casino, chiude il 2011 con una vincita complessiva di oltre 90mila dollari. Ma è solo l’inizio. Il 21 gennaio scorso partecipa al Main Event della tappa di Choctaw del WSOP Circuit, il prestigioso circuito pokeristico che rappresenta una vero e proprio Campionato Nazionale, il cui trofeo è rappresentato dal “fratello minore” del più celebre braccialetto: un anello d’oro con impresso il marchio delle World Series of Poker. Quasi mille partecipanti per un montepremi di 1.400.000 dollari, tra cui giganti del poker del calibro di Todd “Darkhorse” Brunson, il “principe del poker” Scotty Nguyen, Layne “Back to Back” Flack, Tom McEvoy e Men “The Master” Nguyen. Oltre venti braccialetti totali e 24milioni di “cash” in carriera che dovrebbero far tremare chiunque. Ma come abbiamo detto, quella che vogliamo raccontarvi oggi è una favola e, come ogni favola che si rispetti, deve avere un lieto fine.

Dopo aver eliminato tre avversari al tavolo finale Abraham, che continua a non volersi considerare un professional poker player, vince anche l’heads up finale e conquista l’anello. I 270mila dollari guadagnati alla fine di uno strepitoso torneo rappresentano una delle vincite più grandi di sempre nella storia del WSOP Circuit ma, soprattutto, la possibilità di realizzare un progetto che Abraham dice di avere in testa da molto tempo: portare i suoi tre figli nel Corno d’Africa a conoscere i nonni.

Huy Nguyen al PPTour Las Vegas Special Event 2011

Choctaw non è nuova a storie di questo genere. Unico Casinò del WSOP Circuit non appartenente alla catena Harra’s, fu fondato nell’Oklahoma dai nativi americani di cui porta il nome. Una parte dei proventi della casa da gioco è ancora oggi destinata a finanziare un programma di aiuti per la Tribù Choctaw, provvedendo a sovvenzionare numerosi servizi, dall’assistenza sanitaria all’istruzione. Il casinò ha sempre portato fortuna a giocatori oriundi. Non ultimo a quel Huy “Badbeat” Nguyen che ha trionfato al nostro PPTour Special Event di Las Vegas lo scorso novembre. Il giovanissimo ragazzo di Tulsa, praticamente di casa nel Casinò, aveva infatti vinto l’edizione 2011 del medesimo Main Event. Forse la storia di Huy non è commovente come quella di Abraham Araya, ma chiunque abbia conosciuto il giovane ragazzo di origini vietnamite, che ama starsene nel suo appartamento ad ascoltare la musica punk e a giocare a poker online, che si mostra spavaldo quando affronta i suoi idoli al tavolo verde e arrossisce davanti alle nostre telecamere, non potrà non provare una certa emozione nell’apprendere della conquista del suo terzo “gold ring”.

Storie di uomini normali protagonisti di imprese sportive straordinarie, dove i numeri per una volta non contano… contano solo i sogni. Questo è solo il primo degli appuntamenti con cui ogni settimana racconteranno nel nostro blog gli avvenimenti d’oltreoceano, lì dove tutto è possibile, lì dove il poker non è solo un gioco…