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Il Big One for One Drop si sta confermando il torneo delle follie!

 

Cari Amici,

che voi siate semplici lettori, giocatori o appassionati di poker, non potrà lasciarvi indifferenti la notizia che oggi sta impazzando su tutte le testate giornalistiche di settore e sui profili facebook dei tanti players presenti a Las Vegas: uno dei fold più incredibili nella storia del Poker!

Ma andiamo con ordine, cominciando dalle premesse. Innanzitutto dobbiamo precisare che stiamo parlando del torneo dal buy-in più alto della storia, quel Big One for One Drop di cui avevamo già scritto nei mesi scorsi (clicca qui, poi qui se vuoi leggere gli articoli precedenti): un milione di dollari il costo di ingresso, un cap di 48 players – puntualmente raggiunto – per il primo premio più ricco di sempre, 18 milioni di dollari.

Un buy-in per pochissime tasche, ai limiti della provocazione, soprattutto in tempi come questi, ma fortemente voluto da Guy Laliberté, fondatore del Cirque Du Soleil e impegnato con la sua ONG a raccogliere fondi per far sì che tutte le popolazioni del mondo possano avere l’acqua potabile. All’11,11% del montepremi di questo torneo devoluto in beneficenza attraverso l’ONG One Drop, è seguito l’invito per tutti i vincitori a sostenere la causa delle popolazioni più povere al mondo, donando l’1% della propria vincita.

Ecco John Morgan, il 71enne che avrebbe convinto al fold Smirnov (fonte: WSOP.com)

Soprattutto per questo incredibile buy-in, il Big One ha attirato le attenzioni del pubblico, che aspetta di sapere se a vincere quel premio sarà uno dei “soliti” campioni, oppure si dovrà assistere all’incredibile rush di uno dei “ricconi” che hanno potuto sedersi a quei tavoli, seppur meno esperto della disciplina.

Perdonate la mia solita divagazione, ma qualche premessa era dovuta, vista la posta in gioco. Ora vengo ai fatti, anzi al “fattaccio”, che ha avuto come protagonisti John Morgan, 71enne amministratore delegato di una importante azienda americana e Mikhail Smirnov, uomo d’affari russo e giocatore part-time (come lo ha definito il sito ufficiale WSOP.com): pare che quest’ultimo abbia foldato un poker di 8, dopo che il suo avversario aveva messo tutte le chips nel piatto su questo board: J♠ 8♣ 7♠ 8♠ K♠. Come lo stesso Smirnov ha spiegato, pur avendo tra le mani gli altri due 8, mostrati dopo il fold, la sua lettura al tavolo gli ha fatto pensare che il giocatore fosse abbastanza “attaccato” alla sedia e questo, unito all’azione pre e post-flop, gli ha fatto credere che il suo avversario non potesse che avere proprio il 9 e il 10 di picche che gli regalavano la Scala Colore che lo avrebbe eliminato da questo torneo.

 

Un'insolita immagine di Tom Durrrr Dwan, apparentemente "arrendevole"! (fonte: wikipedia)

Che dire? Raccontata così, forse potrebbe riuscirebbe a convincerci. Fatto sta che un colpo del genere è il cooler che ti farebbe mettere le chips nel piatto a qualunque prezzo, almeno a detta di Phil Galfond, player che era seduto allo stesso tavolo e che è stato il primo a commentare sul suo twitter: “the craziest hand I’ve ever seen!” (“la mano più folle cui abbia mai assistito!”).

Intanto, questa folle mano è riuscita a condizionare persino il giovane campione Tom Dwan, al punto da fargli checkare fino al river una mano in cui era partito con A-Q, trovando un Asso al turn. Resosi conto di avere addosso gli sguardi attoniti di chi lo conosce bene, Dwan avrebbe affermato: “…in questo torneo foldano un poker, non me la sono sentita di puntare solo con top pair!”

Insomma, il Big One for One Drop si sta rivelando il torneo delle follie, capace – probabilmente proprio per il buy-in così elevato – di snaturare persino il gioco di campioni come Tom “Durrrr” Dwan. O, forse, Durrrr stava solo preparando il campo ai prossimi bluff… vedremo come andrà a finire!

 

Noi ci accontentiamo di un altro Final Table più "umano" per il nostro Fischio63!

Intanto, ci gustiamo qualche soddisfazione più “umana”, con il nostro Mauro Fischietti arrivato ad un altro Final Table, in un deep-stack da qualche centinaio di Euro di buy-in… farà certamente meno notizia, ma a noi CI PIACE!

if   🙂