Agente 007: il poker ai confini della realtà!

Agente 007: il poker ai confini della realtà!
Clicca sull'immagine per vedere la scena del film

Nel lussuoso Hotel Splendid, in Montenegro, si sta giocando un evento ibrido, a metà tra il cash e il torneo. Qualcosa di molto simile al nostro Cash Game Adventure. Sono rimasti solo quattro giocatori ad un tavolo “Amazingly High Stakes”, di fronte al quale anche il Big One for One Drop impallidirebbe: 10milioni di dollari di buy in, con possibilità di un solo rebuy da 5milioni, rigorosamente in versione: winner takes all!

 

I bui sono $500mila/$1milione, non c’è più possibilità di rebuy e tutto fa pensare che siamo arrivati all’epilogo. Mano decisiva: dopo una non meglio definita action pre e post flop (A♥8♠6♠), si arriva al turn con un piatto che è già salito a 24milioni di dollari.

 

Quattro nella mano, per un ricco family pot. Scende il 4♠. Il piccolo buio checka, checkano anche gli altri tre. Carta gratis, una manna per i due short che hanno non più di quattro giri a testa.

River A♠. Ancora check del piccolo buio, ma stavolta il grande, un sinistro asiatico prematuramente incanutito, con una lunga coda di cavallo bianca, manda i resti per 6milioni di dollari. Stessa mossa per il player in posizione 3, un gigantesco giocatore di colore, che spinge tutte le chips nel piatto e, senza proferir parola, fa un inequivocabile segno con la mano destra aperta, con il palmo rivolto verso il dealer: 5milioni.

 

Il bottone, un bieco minaccioso personaggio dallo sguardo di ghiaccio e una vistosa cicatrice che gli attraversa l’occhio sinistro, rilancia 12milioni e lancia la sfida allo small blind, seduto proprio di fronte a lui. È evidente che tra i due c’è della ruggine, un conto in sospeso che deve essere saldato quanto prima!

Lo SB scruta l’avversario alla ricerca di un tell. Nulla. Nemmeno un tremolio delle palpebre. Solo un chip trick con la mani destra. Con estrema abilità gli conta i resti in un lampo. Quindi un ultimo sguardo, pupille piantate nelle pupille e… 40milioni 500mila, all-in!

Il bottone guarda il board: A♥8♠6♠4♠A♠. Poi gli avversari. Un sorriso di sghimbescio gli deforma la bocca, un cenno di assenso con il capo, ma appena percettibile. Riguarda le proprie hole cards, A♣6♥, ha la vittoria in pugno! Un sospiro per enfatizzare il gesto con cui lanciare le proprie chips nel piatto, con sicurezza, quasi con disprezzo. Per ultime lancia le chips con cui stava giochicchiando: l’esca con la quale è certo di aver fatto abboccare il pesce più grosso dello stagno.

 

Centoquindici milioni di dollari: questo il piatto, forse il più ricco della storia del poker. Il dealer invita i giocatori allo showdown: l’asiatico che sembra uscito da un manga steampunk lancia le sue carte: K♠Q♠, colore all’Asso. Neppure il tempo di ostentare il proprio compiacimento, che il gorilla muto fa schizzare due 8 sul board con un gesto rapido e sicuro della grande mano. Full. La partita sembra chiusa… ma il bottone, il guercio con gli occhi di ghiaccio, un pericoloso criminale di nome Le Chiffre, sbuffa con boria e mostra il proprio 6♥, poi l’A♣. Anche per lui un full, ma di Assi. Un’altezzosa espressione di trionfo per gli avversari, uno sguardo d’intesa con l’avvenente bionda che lo segue da poco lontano. Ora tocca al piccolo buio mostrare le proprie carte. Sembra impossibile che possa avere un punto superiore, statisticamente improbabile, ma lui è Monsieur Bond, James Bond. Nell’impeccabile smoking nero, fa schioccare 5♠7♠ sul panno verde del prestigioso tavolo del privé del Casinò Royale. Scala colore!

 

In realtà il discutibile doppiaggio del film traduce il punto con “scala reale”, roba da brividi. Ma non è l’unica inesattezza. In tutte le scene di poker, il “check” è stato tradotto con “passa”, rendendo alquanto arduo seguire le già fantasiose azioni di gioco. Per fortuna non è mai capitati di vedere un giocatore “foldare”, altrimenti ci sarebbe da temere che l’avrebbero tradotto con “piegare” o nella migliore delle ipotesi “chiudere”.

Una mano questa appena descritta che rasenta il paradosso, una scena che sfiora il ridicolo, più irreale degli avvincenti e irrinunciabili inseguimenti a bordo della Aston Martin DBS con annessi spettacolari incidenti, delle sparatorie in pieno centro o nelle ambasciate e dell’inabissamento di un intero edificio in un canale di Venezia. Elementi imprescindibili per un film di 007, ma che fanno rimpiangere il vecchio James Bond, quello che per stendere le donne e i cattivi (personaggi che molto spesso coincidono!) non ha bisogno dei muscoli di Daniel Craig, ma del il fascino di un immortale Sean Connery.

 

Senza dover ricordare pellicole espressamente dedicate all’argomento, il mondo del cinema è costellato di camei sul poker, in cui questo gioco che tanto amiamo viene spesso trattato in modo superficiale e distratto, solo per esaltare le doti virili del protagonista o per seguire la moda del momento. Quella del “tavolo della malavita” è una scene fondamentali del film, il punto di svolta dell’intera missione dell’agente segreto dell’MI5. Ciò che vorremmo sapere da voi, lettori e giocatori, è cosa ne pensate, senza entrare nel merito del film, della mano da 115milioni di dollari! Scriveteci le vostre opinioni, i vostri commenti, quali sono secondo voi le più vistose incongruenze o come avreste girato voi la scena per renderla più credibile, ma non meno avvincente.