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Clicca per vedere il video dell'intervento

Da qualche tempo abbiamo deciso che il nostro blog dovesse fare un salto di qualità. Pur non tralasciando la fondamentale funzione di aggiornare i nostri utenti su tutte le iniziative del network, le promozioni e i risultati più importanti ottenuti dai giocatori nei nostri eventi, crediamo sia un nostro dovere informare i nostri lettori in modo sempre più attento anche su tutto ciò che, esulando dal “poker giocato” riguarda il mondo in cui quotidianamente ci muoviamo. Quello che stiamo vivendo è un momento storico fondamentale per tutti gli amanti del gioco, argomento riportato alla ribalta della cronaca dal controverso DL Balduzzi e dall’Action Plan Europeo, il documento con cui l’UE, a partire dal 24 ottobre prossimo, dovrebbe dotarsi di un piano d’azione comune che, partendo dai diversi modelli di regolamentazione nazionale dei Paesi membri, potrebbe rappresentare il primo passo verso una normativa comune che disciplini il gioco online.

Nel frattempo, dopo la battaglia ideologica di cui vi abbiamo riportato i momenti salienti negli articoli precedenti, ieri è iniziato il dibattito in Parlamento sul DL Balduzzi, con la presentazione di 350 nuovi emendamenti che, per chi volesse approfondire l’argomento, potrete scaricare cliccando qui.

Ma il momento più interessante della prima giornata di lavori nell’aula di Montecitorio è stato senza ombra di dubbio l’intervento dell’On. Mario Adinolfi sull’Art. 5 e l’Art.7, quelli che più ci interessano da vicino. Nei pochi minuti in cui ha preso la parola, il giornalista e giocatore di poker professionista ha riassunto e sottolineato tutte le contraddizioni, i pregiudizi, le incoerenze insite nel testo in esame. Il rischio è quello di compromettere il lavoro finora svolto, rendendo inefficace o addirittura controproducente ogni intervento che, sebbene ispirato da condivisibili valori, parta da presupposti profondamente sbagliati e da una profonda ignoranza della materia. Dalla necessità di non rinnegare il gioco come parte della nostra tradizione culturale, al necessario distinguo tra giochi di pura fortuna e skill games, all’ipocrisia di uno Stato che specula sul vizio e le debolezze, ma al tempo sterro si pone come paladino della moralizzazione, Mario Adinolfi ha ripercorso tutti gli argomenti che su questo blog avevamo trattato nelle ultime settimane, dimostrando che se anche una profondo conoscitore del mondo del gioco e “addetto ai lavori” al tempo stesso condivide le medesime idee e oppone identiche eccezioni all’operato di Commissioni e Governo, forse non eravamo andati troppo lontani dalla verità.

Se siete arrivati in fondo a questo articolo, dedicandoci un paio di minuti del vostro prezioso tempo, val la pena perderne qualcun altro cliccando sull’immagine in alto o sul nome di Mario Adinolfi in un qualunque punto del testo e vedere il video del suo intervento di ieri alla Camera. Per i più curiosi, poi, il consiglio di leggere ogni tanto il suo blog, nel quale il deputato rendiconta settimanalmente la sua attività di parlamentare. Perché qualunque sia la vostra fede politica, probabilmente è la nostra unica speranza di non diventare dei reietti della società.