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Tempo scaduto!

 

Quello della dipendenza da gioco d’azzardo è ormai un problema che da mesi impegna governo, associazioni dei consumatori, enti sanitari e amministrazioni locali. Combattere la ludopatia e tutelare i giocatori, per evitare che si rovinino alle “macchinette mangiasoldi” e alle lotterie istantanee, è diventato un obiettivo da perseguire con ogni mezzo.

 

Il DL Balduzzi ha dato senz’altro un input, offrendo linee guida generiche ma utili, spunti di riflessione magari non sempre condivisibili, ma che rappresentano se non altro un segno della disponibilità a parlare del problema. Divieto di pubblicità e di incitamento al gioco con messaggi che possano arrivare “senza filtri” ai minori, divieto di apertura di sale da gioco in prossimità di scuole, ospedali e luoghi di culto. Indicazione delle probabilità di vincita e dei rischi legati alla dipendenza. Insomma, una serie di iniziative “al negativo” che, sebbene animate dalle migliori intenzioni, non prevedono un impegno che “positivo”, come educare gli utenti e insegnare che il gioco è uno svago, non un modo per arrotondare o addirittura arricchirsi.

 

Tra le tante iniziative, l’ultima strappa l’ennesimo sorriso: quella del comune di Milano. Dopo un decennio di liberalizzazione degli orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali, l’amministrazione compie un passo indietro nei confronti di club, circoli, sale giochi, limitandone l’orario di esercizio dalle 10 del mattino all’una di notte.

 

Siamo certi che impedire di giocare troppo presto la mattina e troppo tardi la notte porterà i suoi frutti! In fin dei conti come si può pensare di far saltare il banco se si è ancora troppo assonnati o già troppo stanchi? Il confine tra una forte passione per il gioco e la dipendenza da gioco è stato finalmente individuato: si è ludopatici se si gioca prima di aver preso il secondo caffè della mattinata o dopo lo spaghetto di mezzanotte!

 

Gli studenti di Milano dovranno trovare un altro luogo per “imboscarsi” quando decideranno di marinare la scuola… chi la scuola l’abbiamo già finita, dovrà dire addio alla carambola che chiudeva le notti brave…