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La Fattoria degli Italiani scende in campo!

Nei due anni che lavoro a questo blog ho cercato di mantenere sempre un atteggiamento super partes, evitando di lasciarmi strascinare in discussioni sulla politica che, benché troppo spesso inutili, vanno sempre più di moda. Il blog di un network di gioco deve parlare di gioco e la politica dovrebbe essere un argomento incidentale, da trattare solo nel caso sia strettamente connesso ad una notizia relativa al mondo del gaming.

 

Oggi è uno di quei casi. Non il primo, ma forse il più appassionante e, per questo, delicato e pericoloso. Una strada piena di curve e cosparsa d’olio.

 

Delle dichiarazioni shock (“tombali”) di Berlusconi abbiamo sentito tutti. Delle promesse simili a ricatti, per risalire nella classifica di gradimento di un elettorato che ricorda sempre più le pecore della fattoria orwelliana, con i quali il nostro Napoleon cavalca la figura del vecchio Major, per comprare il consenso attraverso uno machiavellico do ut des. Tradotto in termini politici: voto di scambio. Non vorrei parlare di politica, ma in questo caso sento di non potermi esimere. Perché non è lo squallore di metodi che ricordano la compravendita di voti messa in atto ad ogni tornata elettorale dalla camorra, che paga le bollette Enel delle famiglie disagiate in cambio di una X sulla scheda elettorale. E neanche il bieco populismo che fa leva sulla spossatezza morale e economica di cittadini ridotti allo stremo. Mi sento costretto a parlare di politica perché mai come oggi gli argomenti della campagna elettorale coinvolgono direttamente il mondo del gioco.

 

La ormai famigerata abolizione/restituzione dell’IMU, infatti, secondo B&B (Napoleon Berlusconi e Clarinetto Brunetta) sarebbe possibile aumentando il prelievo fiscale dai giochi e aumentando l’offerta degli stessi. Benissimo, sarete tentati di esclamare. Tassiamo il gioco e risparmiamo sulla casa. Cosa ci sarebbe di immorale in tutto ciò? In fin dei conti è usanza diffusa dei governi aumentare le imposte anche su tabacchi e alcool per far fronte alle emergenze. Il problema è che il settore del gioco è molto delicato. Mentre la lotta al contrabbando di sigarette e bevande alcooliche ha avuto successo, debellando pressoché definitivamente questa annosa piaga, il gioco d’azzardo è ancora troppo esposto al pericolo di infiltrazioni malavitose, non a causa della sua natura, ma per colpa dell’indifferenza dimostrata dai nostri governanti.

Proprio ieri Francesco Rodano, capo dell’Ufficio Gioco a Distanza di AAMS e Agenzia delle Dogane, ha dichiarato che l’attuale regime fiscale italiano è una garanzia nei confronti della concorrenza sleale dei siti stranieri, quelli troppo spessi gestiti da organizzazioni criminali o, come minimo, amministrati in modo non esattamente cristallino. Andare ad intaccare questo regime fiscale, esporrebbe le aziende italiane e gli utenti ad un pericolo incalcolabile. Alla ricerca di maggiori guadagni e abbagliati da payout più allettanti, i giocatori sarebbero tentati di tornare a giocare su quei siti nei confronti dei quali AAMS ha combattuto negli anni passati una strenua, vincente battaglia, e sui quali molti nostri amici ci avevano rimesso le penne. Non sono solo i siti illegali il pericolo, ma anche e soprattutto quelli appartenenti a multinazionali che, pur in possesso di Concessione Statale, investono in Italia ingenti capitali provenienti da paradisi fiscali, violando il regime di legittima, leale concorrenza

 

Ma la cosa più moralmente deprecabile è senz’altro la proposta di introdurre nuovi giochi per raccogliere 250milioni di euro da destinare alla copertura dell’abolizione/restituzione dell’IMU.

 

Forse ancora non vi è chiaro: stanno barattando la nostra dignità con la promessa riempirci il portaspiccioli, con soldi che ci sfilano dal portafogli. Napoleon e Clarinetto stanno comprando il voto degli italiani al prezzo di meno di 100€ al mese. In cambio chiedono solo di abbandonare il nostro senso critico e per aiutarci a “staccare il cervello”, ci narcotizzano con l’oppio di gratta e vinci e lotterie istantanee.

 

“Più giocate, meno tasse pagate!”, questo sembrerebbe lo slogan sottinteso. Ci penseranno poi i nostri figli e nipoti a pagare lo scotto del disastro sociale creato da un politica che rievoca i ludi romani dell’assolutismo di Tarquinio Prisco.