Il M5S interroga il Governo sul gioco d'azzardo: provocazione o caccia alle streghe?

Il M5S interroga il Governo sul gioco d'azzardo: provocazione o caccia alle streghe?
La nuova caccia alle streghe...

 

Cari amici lettori-giocatori,

questa è una di quelle giornate in cui una notizia è destinata ad oscurare tutte le altre. Una di quelle notizie capaci di catalizzare tutti i punti di maggiore interesse, gli argomenti più in voga del momento, e di convogliarli in un’unica direzione, verso il lato più sensibile e vulnerabile dell’opinione pubblica.

Caos e incertezza politica, Movimento 5 Stelle, gioco d’azzardo ed evasione fiscale. Questi gli ingredienti giusti per far parlare di sé chiunque abbia a disposizione una tastiera, una connessione internet e velleità giornalistiche. Me compreso, prima che lo diciate voi…

La notizia così prende a rimbalzare da blog a forum, passando da e per agenzie di stampa e portali d’informazione, perdendo per strada particolari ritenuti poco importanti (o poco funzionali alla propria tesi) e acquistandone altri, diventando sempre più simile ad una chiacchiera da bar e acquisendone il medesimo spessore.

Chi mi conosce sa che non sono un simpatizzante dei così detti “grillini”, ma neppure delle strumentalizzazioni. Non amo il pressapochismo e l’improvvisazione, ma deploro le manipolazioni e le mistificazioni, atte a raccogliere qualche “like” in più.

Non entrerò nel merito della questione dell’ interrogazione parlamentare, dal momento che in tempo record (e con la superficialità che molto spesso ai tempi record si accompagna) tutti i siti di settore hanno già pubblicato stralci del documento (che propongo qui in versione integrale) e conseguenti commenti. Ciò che mi preme sottolineare sono solo un paio di punti, secondo me fondamentali.

Innanzi tutto, prima ancora di farsi un giudizio e quindi di esporlo al proprio pubblico, bisognerebbe porsi qualche domanda. In questo caso il punto di partenza più logico potrebbe essere chiedersi: cos’è un’interrogazione parlamentare?

Una semplice domanda, con la quale uno o più deputati/senatori chiedono ad un Ministro o al Governo informazioni in merito a fatti, iniziative e provvedimenti presi o da prendere, riguardo uno specifico argomento.

Quindi: il M5S non ha chiesto di “vietare gioco online, slot e Vlt”, ma ha chiesto al Governo se, alla luce di una personale analisi del rapporto tra costi e benefici di tale settore, intenda vietarli. La mancanza di numeri e dati più dettagliati sui costi sociali di ludopatie e gioco compulsivo, quindi, mi sembrano esagerati e fuori luogo, non trattandosi di una proposta di legge o di una relazione sull’argomento!

La cosa ci meraviglia? Se sì, probabilmente siamo davvero alienati come sostengono i detrattori del gioco. Quale partito o movimento oggi, nella situazione storico- economico-politica attuale spenderebbe due parole in favore del gioco d’azzardo? Anche il PdL, che in campagna elettorale prometteva liberalizzazioni e iniziative a favore del settore, oggi tace sull’argomento, pur di non esporsi al moralismo delle masse. Figuriamoci una movimento che fa della provocazione la propria arma principale.

Poi si potrà ragionare sull’opportunità di intervenire su un settore che dà lavoro a circa 150mila persone, che rappresenta una fetta importante del nostro PIL, che mettere insieme la questione dei 98miliardi evasi dai concessionari delle slot e quella del gioco online, denoti superficialità e qualunquismo. Difendere i propri interessi è giusto e legittimo, ma scegliere i mezzi (e le parole) per farlo è fondamentale.

Ogni momento storico ha il suo nemico pubblico, le sue streghe da bruciare sul rogo, i suoi “comunisti mangiabambini”. Oggi, per qualcuno, siamo noi. È contro di noi che si erigono pire e si agitano forconi.