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Solo tre giorni fa avevamo riportato la protesta del sindaco de l’Aquila Cialante, in merito ai fondi stanziati e mai pervenuti, per la ricostruzione del capoluogo abruzzese e dei comuni della provincia. Una protesta e un accorato appello al tempo stesso, la cui drammaticità era dettata non solo dall’evidente, ennesimo scandalo italiano, ma soprattutto dall’ormai prossimo esaurirsi delle risorse economiche del comune. “Non ho una lira per la ricostruzione e a giugno finisco i soldi”, aveva dichiarato Cialante, mentre il ministro Barca, dall’altro lato, elencava con orgoglio tutti gli interventi già operati sul territorio terremotato e snocciolava con sicurezza e precisione del miglior contabile, tutte le cifre già stanziate, erogate e spese: “Le risorse destinate agli interventi per l’emergenza risultano quasi integralmente erogate”. Peccato che metà di queste siano state impiegate (personalmente dire: sperperate) per interventi “provvisori”: nuclei abitativi provvisori, edifici scolastici provvisori, ripristini di strade e linee provvisorie ecc.

 

Quasi 600milioni di euro, provenienti dal mondo del gioco grazie al famoso DL 28 aprile 2009, n. 39, investiti per qualcosa di “provvisorio”. Un po’ come spendere soldi per mettere l’apparecchio ortodontico ad un bambino che non ha ancora cambiato i denti da latte! Certo qualcuno ci ha fatto una bella campagna elettorale, con costose soluzioni provvisorie si sono assicurati ancor più esose poltrone “durevoli”.

 

Oggi leggiamo che la senatrice Pezzopane (PD) ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Economia, per far luce sulla questione. Del miliardo e quattrocento milioni ricavato dal gioco e destinato all’Abruzzo, la Regione ne ha ricevuti soltanto solo 200.

 

Milioni? No, 200mila euro!

 

Nell’aprile del 2009, qualcuno ha strumentalizzato il dolore e la tragedia di una intera regione: per quattro anni, invece di ricostruire le case e le vite dei terremotati, si è preoccupato di puntellare un consenso ormai pericolante. In venti giorni ha approntato un decreto “Al fine di assicurare maggiori entrate non inferiori a 500 milioni di euro annui”(DL 28 aprile 2009, n. 39 art 12) attraverso il proliferare delle lotterie istantanee, delle estrazioni del lotto e l’inasprimento del regime fiscale sui giochi in generale.

 

Un decreto salvifico, più per le poltrone di alcuni onorevoli che per le popolazioni colpite dal sisma.

Il ministro Barca, che rimarrà titolare del dicastero solo fino all’insediamento del prossimo governo, risponde all’interrogazione della senatrice promettendo lo stanziamento di altri 10miliardi. Tanto promettere non costa nulla, se poi non sei costretto a rendere conto.