Goodbye Malta…

Goodbye Malta…
Si spengono le luci sulla seconda tappa del PPTour 2013...

Il rientro da una tappa è sempre un po’ traumatico. Durante la settimana di trasferta si vive come in una realtà parallela, un mondo a parte, in cui la routine della vita quotidiana, le normali abitudini vengono, se non dimenticate, accantonate momentaneamente. Tornare alla vita “ordinaria” è difficile, come se ogni tappa avesse un fuso orario da smaltire. Se poi il rientro è in un mese estivo… tra caldo, turni per le ferie, la testa già proiettata al primo bagno, tutto diventa più complesso.

In questo periodo pensieri caotici si rincorrono in un flusso indisciplinato e si accalcano sull’uscio della mia mente. Alla fisiologica stanchezza si uniscono i postumi di un’influenza che ha preceduto, accompagnato e in parte seguito l’ultimo viaggio. Per di più, se devo essere onesto, Malta non è tra le mie mete preferite. Nulla di personale contro un luogo indiscutibilmente meraviglioso, ma la mia storia personale con l’isola non è certo delle più idilliache. Forse il furto di un iphone nuovo di zecca nel 2011 e un’indigestione smaltita a stento prima di partire per Las Vegas; forse un’allergia alimentare ad una non meglio identificata spezia lo scorso anno, mi hanno reso alquanto diffidente nei confronti di questo luogo. E poi c’è la maestosa poker room, la cui illuminazione mi fa impazzire ogni volta, alla ricerca del giusto bilanciamento della mia Canon; quegli spazi inusualmente vasti tra un tavolo e l’altro, che rendono ardua la copertura mediatica dell’evento, soprattutto per chi fa il mio lavoro… insomma, tutto ciò che per un giocatore rappresenta una comodità, un desiderabile comfort, per un blogger/fotografo sono solo grattacapi!

Ciononostante, non si può tornare da una tappa del People’s Poker Tour e non scrivere qualche riga sull’Evento. Un Evento quanto mai straordinario, perché ha confermato che, malgrado tutte le difficoltà del momento, il folto numero di detrattori che hanno già scavato la nostra fossa, la ben nota situazione internazionale che ha fatto vacillare anche i colossi del poker, possiamo sempre contare su di voi. Numeri da “era pre-crisi” e un clima piacevole e familiare sono il vostro impagabile regalo a chi lavora, suda, si spezza la schiena per far sì che tutto si avvicini il più possibile alla perfezione.

E allora grazie a quei giocatori che ci seguono perché credono in noi in modo incondizionato. A coloro che hanno affrontato lunghi viaggi, sacrificato le proprie ferie, adattato i propri programmi estivi per essere dei nostri. A quelli che sono venuti a trovarci pur non giocando.

Grazie a chi non è stato con noi, ma avrebbe fortemente voluto… ci ha seguito da casa e non ci ha fatto mancare il proprio supporto. Grazie a chi ha preferito non venire… non sa cosa si è perso!

Grazie a chi, al di là delle logiche di un mercato spietato, o anche per semplice calcolo, ha deciso di ritornare o rimanere nella nostra famiglia.

Grazie ai giocatori che rendono più facile il mio lavoro, che pazientemente mi raccontano la mano con cui sono stati eliminati, con semplicità, senza il per forza ricorrere a quegli incomprensibili acronimi e sigle che ci si aspetterebbe uscire dalla bocca di un Pro.

Grazie a chi non si mette in “posa matrimonio” quando vede il mio obiettivo, perché ormai sa che odio le foto stile ultimo giorno di scuola.

Grazie a chi, quando arrivo al tavolo, si impegna a “foldare con stile” o, fingendo di non vedermi, mi regala la sua migliore “poker face”.

Grazie a chi mi chiama per avvertirmi che sta per pushare in modo spettacolare, sapendo quanto ami immortalare certi momenti.

Grazie a chi usa le mie foto come immagine del profilo fb e a chi le condivide con gli amici, perché noi “presunti artisti” facciamo i sostenuti, ma in fondo viviamo di queste soddisfazioni.

Grazie ai blogger che condividono le informazioni e le notizie e non le custodiscono gelosamente come fossero proprietà privata.

Grazie ai colleghi che sopportano gli alti e bassi del mio caratteraccio, che chiedono e offrono il mio aiuto perché sanno che possiamo contare l’uno sull’altro.

Grazie a chi apprezza il mio lavoro, ma soprattutto a chi mi fa notare quando sbaglio, perché i complimenti possono essere falsi, ma le critiche sono sempre sincere.

Grazie anche a chi sorride davanti e lancia frecciatine alle spalle, perché in fin dei conti credo che se non dai fastidio a nessuno, non sei nessuno.

Grazie a tutti, perché ancora una volta insieme abbiamo dimostrato che People’s Poker non è semplicemente il poker della gente, ma degli amici.