Grazie a Sergio Castelluccio, il Genio che ha fatto sognare l’Italia del Poker!

Grazie a Sergio Castelluccio, il Genio che ha fatto sognare l’Italia del Poker!
Sergio Castelluccio punta già più in alto...

In questo lavoro la scelta delle parole è fondamentale. Soprattutto a certi livelli, quando abbiamo l’impressione di trovarci di fronte ad una “gaffe”, siamo molto probabilmente in presenza di una deliberata scelta lessicale, che camuffa il reale senso di un’affermazione. Il concetto non arriva diretto, ma si insinua lentamente, senza che ce ne rendiamo conto, influendo sull’opinione che ci faremo di un fatto, una persona.

 

Che si tratti di gaffe o meno, leggere titoli come “Finisce il sogno…”, “si ferma in 14ª posizione”, “Peccato, ci avevamo creduto” ecc. fa sorridere. Non voglio insegnare il mestiere a nessuno, tanto meno muovere insinuazioni sulla buona fede di qualche collega, ma non credete che l’impresa di Sergio Castelluccio al Main Event delle WSOP 2013 sia talmente straordinaria, da meritare che si ponesse l’accento sull’aspetto positivo della vicenda, sottolineando la gioia per lo straordinario risultato, piuttosto che la delusione per l’eliminazione?

 

In fin dei conti ciò che rimarrà nella memoria del Genio, quando la comprensibile delusione si sarà diradata come la nebbia alle prime luci del sole, sarà solo quella bandierina targata WSOP, piantata a pochi passi dalla vetta. Una bandierina di cui andar fieri e che gli ricorderà che anche se questa volta non è arrivato al traguardo, può comunque farcela.

 

Quando la rabbia, la frustrazione, i rimpianti saranno solo un lontano ricordo e l’eco degli scoppi, delle bad beat e dei bloody river si sarà finalmente spenta, rimarrà solo quella meravigliosa bandiera dai riflessi tricolore che sventola fiera sull’ultima erta, in attesa solo di essere spostata un po’ più in là.

 

Una bandiera che rappresenta un sogno. Un sogno che non è stato realizzato, per il momento. Un sogno che ti impedisce di guardarti indietro e ti spinge a volgere lo sguardo verso l’alto.

 

Complimenti al Genio, orgoglio dell’Italia e perché no… dell’Irpinia!