Pubblicato il in News

 

L'Italia, gli italiani e il gioco...

Una delle espressioni preferite da noi italiani, quando vogliamo criticare il nostro Paese, ma non abbiamo voglia di cercare argomentazioni valide, è “nei Paesi civili…”.

 

Nei Paesi civili si pagano le tasse, nei Paesi civili i politici non sono corrotti, nei Paesi civili non si posteggia in seconda fila. L’ultima, apparsa sotto un articolo pubblicato da questo blog, recitava più o meno “nei Paesi civili è illegale giocare d’azzardo!”, seguita da tutta una serie di affermazioni a sostegno di tale dichiarazione.

 

A distanza di quasi due settimane, non ho ancora ben compreso a quali “Paesi civili” il lettore si riferisse. Generalmente quando noi italiani facciamo un paragone del genere, tiriamo in ballo gli Stati Uniti, la Germania, la Francia, l’Inghilterra. A volte, quando proprio non sappiamo più a cosa appigliarci, tiriamo in ballo anche Spagna, l’Olanda ecc.

Ora, tralasciando quei barbari senza storia degli americani, nella civile Europa ci sono circa 500 tra Casinò e case da gioco. Indovinate chi è in pole position? La democraticissima Francia, la progredita Germania, e la culla del welfare, il Regno Unito. Seguono a stretto giro anche i Paesi Iberici, Olanda e Belgio.

 

Questo mio sproloquio potrebbe sembrare  in contraddizione con l’articolo pubblicato ieri, in cui criticavo l’affermazione dei leghisti Maroni e Pirovano, che sostenevano che la soluzione al gioco patologico sono i Casinò… naturalmente municipali. Sul rogo tabaccai e baristi che installano videopoker e vlt! Sono loro i responsabili della rovina di tante persone. Non la totale assenza di regolamentazione, che permette il proliferare del gioco d’azzardo illegale e incontrollato!

 

In realtà (colpa mia, certamente) non ho mai voluto attaccare i casinò come istituzione. Sarei io il primo ipocrita se lo facessi. Ciò che era mia intenzione sottolineare, e mi dispiace se sono stato frainteso dall’amico veneto che mi ha civilmente contestato su fb, era l’apparente superficialità con cui gli stessi governanti che si preoccupano quotidianamente di arginare la diffusione di sale da gioco private, circoli e club, spingano per la riapertura di un Casinò… ma solo per fini sociali!

 

Nessuno potrebbe mai pensare che gli amici del carroccio, già Presidenti di Regione Lombardia e Provincia di Bergamo, abbiano annusato l’affare…

 

Cavour sosteneva che “il gioco d’azzardo è una tassa sugli stupidi”. Eppure lui stesso era un accanito giocatore di roulette. Forse, a distanza di oltre un secolo e mezzo, una sola cosa è cambiata nel controverso rapporto Stato – gioco – cittadini: allora si pensava che solo i giocatori fossero stupidi, oggi i nostri governanti credono che la stupidità sia una caratteristica di tutti noi italiani.