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Casinò contro il riciclaggio... (?)

“…le Case da gioco autorizzate sono luoghi nei quali i controlli, la sicurezza e la stessa lotta alle ludopatie sono più facilmente realizzabili rispetto alla «deregulation» oggi rappresentata dalle innumerevoli offerte di giochi presenti sul web, negli esercizi commerciali e nelle cosiddette sale slot…”. È quanto affermato ieri dal deputato della Lega Nord Rudi Franco Marguerettaz, nel testo presentato all’ordine del giorno in Parlamento. Ancora una volta, quindi, il carroccio è in prima linea per il rilancio dei quattro Casinò Municipali italiani che, solo per caso, sono tutti situati al nord.

 

È innegabile che le quattro strutture rappresentino un’irrinunciabile risorsa economica, grazie ad un indotto che dà lavoro a circa 3000 persone e al contributo finanziario diretto agli Enti Pubblici che li gestiscono. Delle vere e proprie miniere d’oro che però ultimamente sembrano si stiano esaurendo. Rilanciare i quattro Casinò significherebbe anche rimettere in moto la macchina del turismo locale. Anche su questo siamo d’accordo. Ma siamo poi così certi che essi rappresentino anche un baluardo contro il dilagare del gioco illegale e un argine alle infiltrazioni malavitose?

 

Su questo avrei qualche dubbio. E probabilmente anche la DIA di Torino, vista la maxi operazione antiriciclaggio  del marzo scorso: un poker di blitz nei quattro Casinò, volta a snidare i presunti traffici di valuta della ‘ndrangheta. Al di là delle affermazioni dell’onorevole Marguerettaz, infatti, ripulire denaro nei casinò italiani non è più difficile che nei casinò dei “Paesi limitrofi, in cui o non vi è limitazione alcuna all’uso del contante, o vi sono limiti molto più alti rispetto a quelli vigenti in Italia”. Anche in Italia è possibile cambiare forti somme in fiches senza particolari controlli e senza essere costretti a giocare, tantomeno a riconvertirle in contate prima di lasciare la struttura. Magari nello Stivale ripulire soldi sporchi può richiedere più tempo, ma di certo non è impossibile.

 

Ma dimenticavo: la ‘ndrangheta al nord non esiste, come hanno più volte affermato autorevoli esponenti della Lega Nord. Nessun pericolo di infiltrazioni nel motore dell’economia italiana, guai ad asserire il contrario. Al nord il pericolo sono i tabaccai e le sale giochi di provincia, in cui loschi gestori senza scrupoli, certamente di origine meridionale, che ripuliscono con le slot machine le pensioni abusive dei falsi invalidi!

 

Sia ben chiaro: non voglio affermare che i Casinò italiani siano un luogo di riciclaggio. Tanto meno che non vadano rilanciati per tutti i motivi sopra esposti.

 

Ma è tanto chiedere che si parli e si agisca con un minimo di coerenza, senza pensare che gli italiani siano degli stupidi? Se si decide di combattere il gioco d’azzardo perché lo si considera un’attività immorale e pernicioso, lo si deve fare anche quando essa rimpingua le casse degli Enti locali, senza fare differenza tra gioco di Stato e gioco privato.