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One chip one chair: i Reds insegnano! (Photo by live4liverpool.com)

C’è chi inserisce nel nickname la propria data di nascita o quella di una persona cui è particolarmente legata. Fidanzata, moglie, figlio, il giorno delle nozze inciso nella fede nuziale, un tatuaggio sul cuore che renda eterno un momento indimenticabile.

 

C’è poi chi sceglie come proprio pseudonimo non solo la data, ma anche il luogo dell’avvenimento: Istanbul250505. Un giorno memorabile per molti appassionati di calcio, da dimenticare per i tifosi rossoneri. Il 25 maggio del 2005, allo Stadio Olimpico intitolato all’eroe nazionale Atatürk, va infatti in scena la drammatica finale di Champions League tra Milan e Liverpool. Al termine del primo tempo gli italiani sono in vantaggio per tre reti a zero. Sembra fatta per la formazione di Ancelotti, già pronta ad alzare la settima “coppa dei campioni”, ma all’inizio della ripresa si consuma la catastrofe sportiva. In soli sei minuti i Reds pareggiano, precipitando gli avversari dall’Olimpo del calcio, all’Ade… il match terminerà ai rigori, con la vittoria degli inglesi che si aggiudicheranno la quinta Champions della propria gloriosa storia.

 

Non sappiamo ancora se Francesco Medda sia un tifoso rossonero che ha scelto questo nick come monito per la propria vita, per ricordare a se stesso che non bisogna mai cantar vittoria fino al fischio di chiusura, o se invece la sua fede calcistica dia totalmente opposta, nel qual caso Istanbul250505 suonerebbe come una beffarda canzonatura per gli avversari. In ogni caso, la finale di Champions League del 2005 ci conferma che “one chip one chair” non è solo un modo di dire!

 

Al PPTour di Praga abbiamo perso l’occasione di domandaglielo, a Nova Gorica, il prossimo settembre, non commetteremo lo stesso imperdonabile errore. Francesco Medda è il 14° qualificato per l’Evento del Perla ma sa che, prima di sedere al tavolo, dovrà soddisfare la nostra curiosità.