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Il prossimo passo non potrà essere più corto del precedente!

Siamo ormai agli sgoccioli di questo travagliato 2013 e tra un po’ potremo dire: ci siamo, il faraonico progetto da 25 miliardi di Sheldon Adelson sta per decollare!

 

A gennaio, infatti, il magnate americano, già proprietario tra gli altri del Casinò Venetian di Las Vegas  e del Sands di Macao, aveva annunciato la posa della prima pietra di Eurovegas entro la fine dell’anno. E invece ciò sembra non possa avvenire, per lo meno non in tempi brevi.

 

A minacciare di far saltare progetto da 250mila posti di lavoro sarebbe, a detta del Presidente de la Comunidad de Madrid Ignacio Gonzalez, l’impasse in cui si trova il governo centrale sulla questione del fumo nei luoghi pubblici. Condizione indispensabile per Adelson, infatti, era ed è che nei casinò fosse permesso fumare, un po’ come avviene a Las Vegas, Macao e Singapore. Ma dall’esecutivo iberico, per ora, non è arrivato alcun cenno che lasci intendere che si possa arrivare ad accontentare l’imprenditore.

 

E pensare che la scelta di Adelson era ricaduta su Madrid proprio per la maggiore disponibilità dimostrata, rispetto a Barcellona, nel rendere “più elastiche” le severe norme antifumo.

 

Il Ministro della Salute Ana Mato, che neppure tre mesi fa rassicurava i colleghi che il divieto di fumo non sarebbe stato revocato neppure per Eurovegas, oggi si affretta a rassicurare gli investitori che a breve verranno effettuate delle modifiche alla normativa, perché “Sarebbe insensato e irresponsabile rinunciare ad Eurovegas” (El Paìs). Ma sul versante interno la Mato deve affrontare l’ira dei socialisti, che gridano allo scandalo e paventano il dilagare della delinquenza, della droga e della prostituzione!

 

Insomma: Spagna e Italia sono molto più simili di quanto non si creda, la politica parla la stessa lingua, usa lo stesso linguaggio e la stessa ipocrisia di fronte alla crisi.

 

Ma aver compagni al duol, scema la pena?