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Nonostante la regolamentazione, ora si vuole creare un clima da “caccia alle streghe” anche per il Poker on-line

 

Amici appassionati,

ho letto ieri la “lettera al sindacalista Raffaele Bonanni” pubblicata da Germano Martucci su Il Fatto Quotidiano. Un articolo breve ma efficace, nel quale emerge in maniera davvero lampante in che modo vengano trattati alcuni temi “caldi”. Nel suo articolo, Germano fa un po’ di chiarezza in merito ai numeri sparati del tutto a caso dal sindacalista, il quale sosteneva che i 78 milioni (e rotti, ndr) di Euro pagati dalle poker room online nel 2012 corrispondessero allo 0,46% di un fatturato di 50 miliardi di Euro. A questo aggiungeva che, se le tasse fossero state del 22%, l’Erario avrebbe incassato 10 miliardi di Euro che avrebbero rimpinguato decentemente le casse dello Stato.

 

Peccato, però, che Bonanni partisse da un piccolo, grande errore di fondo: i 50 miliardi di fatturato di cui parlava corrispondono alla movimentazione complessiva di denaro (che mediamente ritorna al 90% agli utenti come montepremi o come piatti vinti nel caso di gioco cash), non all’utile delle poker room. Quest’ultimo importo, infatti, sempre da dati ufficiali di AAMS, come si può evincere dal grafico qui accanto, è stato pari a circa 360 milioni di Euro: ne consegue che i quasi 79 milioni di tasse pagati dalle Concessionarie allo Stato corrispondono proprio a quel 22% di cui parlava il sindacalista.

(Cliccando qui si può scaricare il Comunicato Stampa di AAMS con i dati di raccolta complessiva del 2012)

 

I detrattori a prescindere – come quelli che hanno commentato sotto quello stesso articolo – potranno dire che io, come Germano, sono di parte e per questo prendo le difese del Poker. Non è affatto così. Lungi da me, infatti, spendere una sola parola in favore di chi abbia evaso il Fisco.

 

Non riesco ad accettare però che, a seconda delle tendenze del momento, per guadagnare facili consensi ognuno spari a casaccio numeri e sentenze, senza aver neppure provato ad approfondire dei dati ufficiali. In questo caso, poi, lo ha fatto il Segretario Generale di uno dei principali sindacati italiani, dimostrando di aver aperto bocca su un argomento del quale non ha proprio cognizione di causa. Anche se – ma questo è un parere personale – mi ha molto impressionato che il Segretario Generale, a prescindere dal settore in questione, non sia stato in grado di distinguere tra fatturato e ricavi: secondo voi questo nuovo attacco al Poker è il risultato di superficialità o impreparazione??

 

Non avrei voluto esprimere giudizi ma, ancora una volta, ho avuto l’impressione di andare a sbattere contro il muro di gomma dell’ipocrisia di chi, alla ricerca di facili consensi, preferisce ghettizzare il mondo del Poker, piuttosto che approfondire l’argomento e provare a salvare quanto di buono esiste in questo settore e in questo gioco che appassiona milioni di persone in tutto il mondo.

 

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