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Nota_Microgame_GroupIl Consiglio di amministrazione di Microgame comunica che, «a seguito del dissequestro dei siti disposto ieri dalla Procura di Reggio Calabria, le società del Gruppo sono tutte pienamente operative. Si contano, in piena attività, 22 skin della concessionaria People’s e 20 concessionari serviti dal provider Microgame, rispetto alle 24 skin People’s ed ai 21 concessionari, complessivamente attivi prima del sequestro». Il CDA «confermando quanto già in precedenza dichiarato e, cioè, che nessun amministratore, dirigente o dipendente del Gruppo risulta sottoposto ad indagine, esprime ora piena soddisfazione per il riconoscimento, esplicitamente contenuto nel decreto di dissequestro dei siti Peoples, della estraneità delle società del Gruppo Microgame a qualsiasi ipotesi di reato tra quelle contestate agli indagati nell’inchiesta “Gambling”». 
 
«Nel quadro di una strategia commerciale da sempre orientata esclusivamente al mercato regolamentato  – posegue la nota – e imperniata sul rigoroso rispetto delle disposizioni normative vigenti (operato peraltro confermato dall’assenza di contestazioni a carico della società o dei suoi amministratori/dipendenti), il CDA di Microgame ribadisce il pieno impegno  all’attuazione immediata di procedure aggiuntive di supervisione e controllo dell’attività dei partners commerciali, spingendosi anche oltre gli obblighi specifici imposti dalla convenzione di concessione, per una totale impermeabilità a potenziali strumentalizzazioni dell’attività aziendale da parte di terzi estranei e, con soddisfazione, prende atto della volontà da parte della magistratura di procedere “senza indugio” alla conclusione del provvedimento cautelare».
Il CDA rinnova, quindi, «l’apprezzamento per l’operato della magistratura, impegnata nella complessa e delicata opera di repressione del gioco illegale, opera che ispira rinnovata fiducia nelle possibilità di recupero e sviluppo del mercato regolamentato e instilla la speranza che quest’ultimo possa essere finalmente liberato dalla piaga della concorrenza sleale degli operatori non autorizzati».