Prima dell’ufficialità, arriva la matematica: Demy si prenota per il Main Event di Las Vegas!

Forse l'immagine più abusata, ma certamente la più vera ed eloquente di Demy e della sua inseparabile monellaccia Monya, a Cannes nel 2011, dopo lo straordinario 38° posto al Main Event!!

Il più delle volte l’ufficialità ha bisogno della matematica. Ma non sempre vale il contrario. Molto spesso, infatti, capita che la matematica non abbia bisogno dell’ ufficialità.

 

Così Demy Carbone non dovrà attendere la conclusione dell’Evento #62 per avere la matematica certezza che all’Evento #62 dovrà tornare a partecipare. Solo che stavolta non si tratterà della pur avvincente “replica online” di People’s Poker, ma dell’originale, unico ed ineguagliabile Main Event delle World Series of Poker di Las Vegas.

 

Partito con il piede giusto vincendo l’Evento #2, l’oriate aveva collezionato subito un 4° e un 8° posto nei tornei successivi. I punti accumulati gli avevano permesso di resistere e respingere gli assalti di uno scatenato Piero Pallassini, che con una vittoria e tre itm consecutivi, si stava facendo pericolosamente sotto, e Massimo Federiconi, secondo nel torneo vinto proprio da Demy, e che fino a ieri era rimasto l’unico a potergli contendere la prima posizione. Con JAGUAR60 fuori dai giochi già nelle prime fasi del torneo, a KALILLASEND sarebbe servito comunque un miracolo: vincere l’Evento #62 e sperare che demycarb79 chiudesse oltre la 15ª posizione. Ma il miracolo non è avvenuto.

 

Massimo chiude in 31ª posizione, abbandonando i sogni di gloria. Demy finisce 28° e comincia… anzi continua a sognare.

 

Chi avrà la fortuna di accompagnarlo a Las Vegas il prossimo luglio, avrà l’opportunità e il privilegio di conoscere e seguire un grande giocatore, oltre che una persona semplicemente vera. Solido, sereno, attento a tutto ciò che avviene al tavolo. Sordo alle provocazioni di chi cerca di leggergli qualche tell.

 

Nel 2011 questo privilegio lo ebbi io, in occasione delle WSOP Europe di Cannes. Allora dovette lottare contro lo spietato trash talking di Tony G e Devilfish, l’ingombrante figura di Elky, il pericolo di soccombere al metus reverentialis ingenerato da campioni del calibro di Jonathan Duhamel, Patrik Antonius e Liv Boeree.

 

Ma questa è un’altra storia… ora ce n’è una nuova da riscrivere… 

 

 

 

 

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