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Alla strenua difesa di un "povero" server!

 

 

   Questa l’immagine

   con cui abbiamo voluto

   rappresentare le peripezie

   del nostro randomizzatore!

 

 

 

“Server truccato!” Questa l’espressione più ricorrente, con cui molti giocatori hanno spesso posto la questione della “casualità” nella distribuzione delle carte ai nostri tavoli, addossando la responsabilità di aver perso delle “mani incredibili” a causa del “server” o del “randomizzatore”. Una volta per tutte cerchiamo di chiarire la questione spiegando, nel modo più semplice e comprensibile, come lavora il “dealer virtuale”. Partiamo da un presupposto matematico fondamentale: mescolando un mazzo di carte da poker è possibile ottenere 5252 possibili combinazioni di carte, ossia un numero di mazzi a novanta cifre! Praticamente esistono infinite combinazioni, alcune simili tra loro, altre completamente differenti, a cominciare da quella di partenza (A, 2, 3, 4 ecc.) a quella diametralmente opposta (K, Q, J, 10 ecc.). All’inizio di ogni mano il famigerato “randomizzatore” non fa altro che selezionare a caso uno di questi mazzi  (o, se volete, di queste “possibili sequenze di carte”) e consegnarle nelle mani del dealer virtuale. Questo le distribuirà ai giocatori come da regolamento del texas hold’em, per cui a decidere quali carte capiteranno ad ognuno, saranno solo due fattori del tutto casuali ed imprevedibili: il posto del player al tavolo da gioco e la posizione della carta all’interno del mazzo. Tutto ciò che avviene dopo dipende dal comportamento dei giocatori: se e come giocano ogni mano, chi e come si qualifica da ogni tavolo ecc… Anche questi eventi, naturalmente, sono assolutamente imprevedibili. Possiamo quindi affermare che ad essere random (cioè casuale) non è tanto la distribuzione delle carte, quanto la sequenza numerica delle stesse all’interno del mazzo assegnato ad ogni tavolo e la scelta dello stesso. Paradossalmente un flop AAA è tanto casuale quanto uno 3K8. Se è buono o meno, dipende dalle carte che abbiamo in mano e da come giochiamo. Per influenzare una partita, come qualcuno a volte ci accusa di fare in preda all’ebbrezza di una mano persa in modo imprevedibile, non basterebbe avere un mazzo “truccato” e neppure un giocatore “infiltrato” al tavolo: bisognerebbe piuttosto prevedere chi e dove siederà ad ogni tavolo, come ogni player giocherà ogni singola mano, come saranno composti i nuovi tavoli in base a quelli andati in pezzi ecc. Se fossimo capaci di ciò, probabilmente saremmo in grado anche di prevedere i numeri del superenalotto!

Speriamo di essere stati chiari ed esaustivi: in ogni caso, non possiamo che chiedervi di provare a giocare in maniera sempre più attenta e, se dovesse comunque andar male, di accettare più sportivamente le sconfitte. Del resto il fascino del nostro gioco preferito è proprio questo: si può vincere con niente in mano, così come si può perdere con un poker d’assi… that’s poker!

E allora… DELAER, PLEASE, READY TO SHUFFLE UP AND DEAL!

🙂

 

P.S. Nell’ottica del continuo miglioramento anche il blog, nel fine settimana scorso, è “migrato” su un nuovo server. Questo, come tutti i cambiamenti, ha inevitabilmente comportato un piccolo disagio: la perdita dei dati degli ultimi tre giorni (dalle 14 di venerdì 25 marzo). Quello che più ci preme recuperare, sono i vostri commenti. Per questo vi chiediamo di scriverci ancora le vostre impressioni, per continuare il dialogo cominciato, soprattutto su questo appassionante argomento. Grazie, come sempre, per la vostra pazienza.

🙂