Dottori in poker – L’ineccepibile arringa dell’avvo…kappa!

L'arringa di AvvoKappa

 

   L’avvocato arringa

   in modo ineccepibile

   sulla “leggerezza”

   di alcuni giocatori

 

 

 

 

Riapre la rubrica “Dottori in poker”. Anzi, per l’occasione, dovrebbe diventare “Avvocati in poker”, visto che a scriverci è Roberto Tuveri che, alla sua professione di legale ha unito la passione per il nostro meraviglioso gioco, persino nel nick scelto: avvokappa! La sua “arringa” è una bella analisi sullo stile di gioco di tantissimi: potremmo quasi dire che Roberto fa il Pubblico Ministero prendendo le parti di un server, troppe volte chiamato in causa da giocatori oltremodo spregiudicati. Ma è il caso di lasciare la parola all’avvocato…dopodiché ci aspettiamo le vostre repliche!

 

“Io vorrei dirvi la mia, se non vi dispiace. Personalmente gioco da un paio d’anni, ho iniziato da autodidatta perché accompagnando un amico ad un live a Sanremo mi sono innamorato del gioco. Poi ho cominciato a documentarmi e studiare, e man mano che mi documentavo e studiavo ho cominciato anche ad avere i primi risultati; ancora niente di rilevante, però ne vado fiero e il tutto mi stimola a continuare.
Quello che ho notato, però, e mi ricollego a quanto precedentemente detto da nat1964, è che su questo sito, server e combinazioni di carte a parte, è sempre molto difficile assistere ad un gioco fondato sui canoni classici dell’hold’em, almeno quanto a quello scritto dai padri fondatori del gioco e poi dai suoi più eminenti prosecutori. Io non so se è una questione di buy-in (perché ovviamente per il momento io sto alimentando il mio bankroll e non posso ancora fare i tornei con alti buy-in) ma per ciò che concerne i satelliti di qualsiasi torneo e i tornei che io frequento più spesso (coffee, dinner, after dinner e pokerfive da max 25 €, noto una percentuale di All in preflop a dir poco allucinante; è difficilissimo, specie quando si arriva alle battute finali, assistere a giocate che prevedano un call o un raise o un re raise…di solito lo schema è….all-in -> call…ovvia sculata dell’uno o dell’altro (io per ora molto raramente, non riesco mai a svoltare neanche quando parto in “vantaggiassimo” con AA per ora) – ovvia, insopportabile, bestemmiata o, quando va bene, semplice faccina rossa, del perdente, e via così!!!!

Non sarà allora che prima di parlare di server truccati o algoritmi fasulli, forse-forse bisognerebbe imparare che il gioco ha una sua dogmatica ed una sua logica, e queste a mio modesto avviso cozzano con l’idea di dover arrivare al final table collezionando semplicemente una serie ripetuta e sconfinata di “sculate”?
Giusto a mo’ di esempio vi descrivo la mano con cui ieri sera sono uscito (tra l’altro decimo, posizione ragguardevole credo, al Poker FiveMax Sweet Home)…il tavolo procedeva sempre con continui all-in e, dopo aver foldato tutto il foldabile (compreso un AJ e un AQ) all’ennesimo all-in del fortunello alla mia destra faccio call con AK off…con un pizzico di fiducia sono contento nel vedere che non gira AA ma K8 suited picche….Ovviamente esce l’Asso sul flop ma ci sono anche due carte di picche e sul turn senza neanche troppo soffrire ecco spuntare la terza carta di picche e il sottoscritto, che vincendo quel colpo si sarebbe proiettato almeno secondo, esce miseramente.

Ora io non contesto l’algoritmo perché non ho alcuna base per farlo, ma è possibile che su questa piattaforma basta un K8 (ma a volte anche addirittura molto meno) per mandare la vasca senza giocarsela??
Come diceva Nat ho fatto un giro su siti internazionali (dove giocano Statunitensi, Australiani, Canadesi, ecc.) e lì questa cosa non avviene, anzi devo dire che c’è un forte pregiudizio nei confronti di noi Italiani, proprio perché loro sottolineano questo nostro vizio di tirare la monetina una mano si e l’altra pure.

Allora, e scusatemi per il fiume di parole con cui vi ho inondato, visto che io sono un profondissimo amante dell’Italia e degli Italiani e che io lotterò fino all’ultimo giorno della mia vita per tenere alto il nome dell’Italia, in qualsiasi campo, con chiunque la disprezzi o ci disprezzi, è possibile che dobbiamo dare ragione a questa gente perché l’obiettivo di breve termine (la “sculacchiata” di turno e/o la vittoria di un solo torneo) prevale su quello di lungo termine, e cioè quello di formare una classe, o meglio ancora una Scuola di grandi giocatori Italiani. E questo seguendo l’esempio, magari dei grandissimi Luca Pagano, Max Pescatori e qualche altro?

Chiedo ancora scusa per la lunghezza dell’intervento, ma mi piacerebbe davvero molto saper cosa ne pensate.
Cordialmente

Avv. Roberto “AvvoKappa” Tuveri.”