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Gli altri due eroi italiani alle WSOP 2013, Segio Castelluccio e Andrea Dato!

 

Amici appassionati,

una serata passata a fare il tifo, completamente catturato dal mio smartphone, nel quale non vedevo l’ora comparisse il prossimo aggiornamento sulla situazione dei nostri tre azzurri rimasti in gara. Purtroppo, il primo aggiornamento arrivava quasi subito, con l’eliminazione di Andrea Dato in 60ma posizione. Andrea Dato, “Datino” il nick che lui ama, forse proprio perché è la persona estremamente tranquilla e riservata che sembra, con il suo aspetto da bravo ragazzo, non è stato fortunato ieri, dapprima accorciandosi con K-K contro A-Q, poi non riuscendo a trovare il triple up in una mano in cui le prime quattro carte gli avevano aperto un bel po’ di speranze, disilluse dopo un inutile river che lo condannava all’uscita dal torneo più importante del mondo. Tutto sommato, la cifra vinta serve a far ritrovare ben presto la tranquillità, anche se Datino, a detta di chi lo conosce molto meglio di me, è probabilmente uno dei giocatori italiani col mindset migliore.

 

Basta poco ad Andrea Dato per ritrovare il sorriso, come testimoniato da questa foto!

Così, ho cercato qualche notizia su di lui, per ricostruire la sua storia personale e provare a capire da dove potesse derivare il suo approccio così sereno alle carte. Ho scoperto che tra le carte, praticamente, Andrea ci è nato, essendo figlio di due affermati giocatori di bridge. Sin da ragazzino aveva mostrato di aver ereditato questa passione, diventando un appassionato del gioco di carte “Magic, l’Adunanza”, al punto da arrivare a confrontarsi con tanti avversari in giro per il mondo. Qualche anno dopo, in un percorso quasi naturale di crescita, si era dedicato agli scacchi, arrivando a giocare competizioni nazionali. Quando, negli anni successivi, quel tranquillo ragazzo romano si è laureato in ingegneria con 110 e lode, per poi cominciare a girare per cantieri nei cinque anni successivi, deve aver ripensato molto a quelle competizioni, al punto da cominciare a costruirsi un bankroll nel Texas Hold’em, che potesse portarlo a competere con avversari sempre più forti in giro per il mondo. Quest’anno Datino, nella piena maturità pokeristica, ha dimostrato tutto il suo valore e, soprattutto, la sua umiltà, visto che, nella sua prima intervista, ha confessato di aver provato un’immediata delusione, perché sai di aver lasciato alle tue spalle 6.300 avversari e che eri così vicino alla meta, ma ha subito ammesso anche di aver imparato molto da questo Main Event, augurandosi di riuscire mettere in pratica nel futuro quanto appreso sui tavoli nell’ultimo periodo.

 

Subito dopo l’uscita di Dato, cominciava il tamtam tra tifosi, blog, pagina ufficiale e profili facebook, dapprima con gli splendidi raddoppi sia di Gaetano Preite che di Sergio Castelluccio, poi con l’incredibile debacle di Gaetano, cominciata da una mano forzata un po’ troppo, che gli aveva dimezzato lo stack e finita con la sua eliminazione in 48ma posizione. Alla splendida performance del nostro Pro 2012 è dedicato l’ultimo articolo di Massimino Russo.

 

A questo punto, resta in gioco l’ultimo “eroe” di queste WSOP. Sergio Castelluccio è il “Genio delle tartarughe”, nick probabilmente ispirato al simpatico vecchietto protagonista di due serie del manga giapponese “Dragon Ball”. Una serie incredibile di risultati, tra i quali spiccano una vittoria all’IPT di Sanremo 2010 e un 4° posto all’EPT Grand Final di Montecarlo, ci dicono quale sia la sua caratura di giocatore. A questa si contrappone l’immagine tranquilla di un ragazzo che non si è montato la testa, sempre disponibile a rispondere alle tue domande, ma mai di tante parole. Dedito alla famiglia, con il primogenito arrivato da poco a provare a stravolgergli ritmi sicuramente già assurdi. In questo senso, però, potrebbe essere un vantaggio l’abitudine a far tardi la notte per “grindare”… proveremo a chiederglielo al prossimo incontro!

Prima di rivederlo in azione tra gli ultimi 27 di questo Main Event, a partire da stasera alle 21, quando si andrà “down to nine”, ovvero alla composizione di questo spettacolare Finalt Table 2013, vogliamo regalarvi un’immagine inedita del Genio: molti sanno dell’altra sua grande passione, la chitarra. Ma quanti lo hanno mai sentito suonare?? E lo immaginate anche a cantare, visto che non è un gran chiacchierone??

Godiamoci questa sua performance live, una registrazione amatoriale, fatta lo scorso anno durante loa notte bianca di Calitri, paese avellinese che si trova accanto al suo paese natio, l’amato Bisaccia, in provincia di Avellino!

 

 

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