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L'Aquila, quattro anni e mezzo dopo...

Nell’aprile scorso, a quattro anni dal sisma, avevamo riportato lo sconsolato appello del sindaco de l’Aquila Massimo Cialante, che denunciava il prossimo esaurimento dei fondi per la ricostruzione. “Non ho una lira per la ricostruzione – aveva dichiarato ai media – e a giugno finisco i soldi”. Dopo essere stato costretto a sottostare ai teatrini della politica, rischiando di passare per complice di quella grande truffa che è stata la “ricostruzione”, il sindaco aveva dovuto anche sopportare le demagogiche rassicurazioni delle istituzioni che garantivano una pioggia di miliardi. Miliardi, ricordiamolo, per gran parte provenienti dal gioco. Con il decreto (poi legge) “Pro Abruzzo”, all’articolo 12, l’allora esecutivo aveva previsto che attraverso interventi mirati in materia fiscale e l’aumento dell’offerta, anche il tanto bistrattato mondo del Settore del Gioco contribuisse a sostenere i paesi colpiti dal terremoto, per almeno 500milioni all’anno, dal 2009 al 2032.

 

Con scopi prettamente umanitari furono introdotti nuovi giochi e lotterie, aumentate le estrazioni del lotto e i prelievi fiscali. E tutto è andato secondo i piani. Fonti ufficiali parlano di una resa di oltre 300milioni per quel che riguarda il solo WinForLife, mentre le video-lottery hanno fruttato più di 3miliardi.

 

E allora? Dove sarebbe il problema?

 

Il problema, così come denunciato sei mesi fa dal sindaco de l’Aquila, è che questi soldi, che la Corte dei Conti garantisce sono stati incassati dall’Erario, non si sa che fine abbiano fatto.

 

Scovarli è l’obiettivo dell’interrogazione parlamentare promossa da senatori di  Pd, Movimento Cinque Stelle e Lega Nord, che hanno chiesto chiarimenti su come e se le risorse incamerate siano state trasferite agli enti locali e perché, a dar ascolto sempre alla Corte dei Conti, solo 500 milioni siano stati destinati allo scopo per cui erano stati raccolti.

 

Lo scarica barile è già iniziato: l’Agenzia delle Dogane assicura di aver raccolto anche più del previsto, ma  rimanda alla Ragioneria di Stato per sapere dove sono i fondi. La Ragioneria attende risposte dal Ministero delle Finanze da cui dipende… e noi tutti, soprattutto i cittadini della provincia aquilana, cominciano a perdere le speranze. Tra le mille crepe aperte dal terremoto, oggi il pericolo maggiore sembra rappresentato da una falla…